Salina per Taranto

Salina per Taranto

...il viaggio per Brest...2012

Blog Brest prima parte

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IL BUON VENTO DEI "MUSICISTI PER SALINA"

 

RASSEGNA STAMPA 2012 "SALINA PER TARANTO"

 

COME DOVEVA ANDARE E COME E' ANDATA - DUE INTERVISTE PER RIASSUMERE.

06.06.2012 - Intervista durante il viaggio su Radio D.J.

 

 

11.11.2012 - Al rientro da Brest hang out con il blog del mare di Ottante.it

 

 

LES TONNERES DE BREST 2012 - LA GRANDE FESTA DEL MARE E DEI MARINAI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONCLUDENDO

 

Marsiglia, Sabato 20 ottobre 2012

  I primi di agosto l'equipaggio è stato chiamato dal “dovere del quotidiano” e Salina è stata  lasciata a riposo per circa due mesi nel porto di Toulouse, a metà del fantastico Canal du Midi.

Da qualche giorno, questa magica imbarcazione di legno ha ripreso la rotta del rientro, il Golfo del Leone si è svegliato, prima un forte vento di Nord ovest,  poi un’imponente sciroccata che ancora non molla ci costringono a ripararci ad oltranza nel porto di Marsiglia. Dopo i primi giorni che ci hanno visto impegnati nelle consuete messe a punto della barca per affrontare il lungo viaggio di rientro, riusciamo a trovare la concentrazione per scrivere ancora un po', fare il punto e chiudere, per il momento, il blog e le riflessioni che come di consueto lo animano.

  Dopo una pausa così lunga non è facile riprendere il filo ma soprattutto l'atmosfera pregna dei tanti sentimenti che un simile viaggio procura, e quindi, mi aiuto con le frasi conclusive del progetto “Salina per Taranto”, presentato alla stampa e pubblicato da due anni sul nostro sito:

 

_________________________ (dal progetto "Salina per Taranto")____________________________

“Dopo l’evento Salina, navigando a ritroso durante tutto il mese di agosto, rientrerà a Taranto, portando indietro con sé una grande esperienza di mare e navigazione, rinnovate amicizie internazionali, tanta promozione fatta e tanto stimolo a crescere e migliorare.

Al rientro del suo viaggio “Salina”, avrà parlato di storia e cultura, avrà destato curiosità e

meraviglia, avrà percorso 3344 Miglia, percorrendo il viaggio più lungo che una barca a vela da diporto tarantina abbia mai fatto, avrà navigato lungo tutta l’Italia, avrà navigato nei fiumi, avrà navigato nell’oceano............ Avrà fatto un “viaggio fantastico”.

 Il sopra descritto, è il progetto di massima, che ovviamente andrà sviscerato in fase di concreta organizzazione e realizzazione; lo riteniamo, un originale, concreto e raffinato contributo che va incontro, alla chiara esigenza che ha la nostra città, di stimoli ed iniziative, un progetto che si sviluppa nell’arco temporale di quasi due anni, incentrato su due importantissimi episodi/eventi, attorno ai quali se ne potranno generare svariati ed oggi inimmaginabili: “una corrente fortissima, con le potenzialità di trascinare con sé in maniera trasversale tutta la cittadinanza, tutte le ètà, tutte le istituzioni e classi politiche, tutte le fasce e ceti sociali!”

___________________________

 

    Devo dire che inorgoglisce ed emoziona, rileggere un progetto, e quindi tutte le idee, le aspettative, i sogni e le speranze che esso racchiude e notare che tutto si è verificato, che tutto è andato ben oltre le aspettative, spesso giudicate “troppo grandi” o utopiche, tutte le argomentazioni hanno trovato le conferme che cercavamo, tutto ciò che si sperava di incontrare, vedere, vivere ed apprezzare, ma soprattutto portare indietro con se nei ricordi nel cuore e nelle “mani”, Salina lo ha incontrato e ne rimarrà consapevole custode e portavoce!

 

Ma andiamo con ordine:

“.....Dopo l’evento Salina, navigando a ritroso durante tutto il mese di agosto, rientrerà a Taranto, portando indietro con sé una grande esperienza di mare e navigazione, rinnovate amicizie internazionali, tanta promozione fatta e tanto stimolo a crescere e migliorare.

Al rientro del suo viaggio “Salina”, avrà parlato di storia e cultura, avrà destato curiosità e

meraviglia, avrà percorso 3344 Miglia, percorrendo il viaggio più lungo che una barca a vela da diporto tarantina abbia mai fatto, avrà navigato lungo tutta l’Italia, avrà navigato nei fiumi, avrà navigato nell’oceano....”

  

Rifacendo meglio i conti le miglia sono state, ben più di 3700, tante miglia che hanno permesso sì di fare una grande esperienza di mare e navigazione, sono stati tanti gli angoli di una “Natura” a noi ancora sconosciuta, ai quali abbiamo dovuto chiedere il permesso prima di passare, dal Golfo del Leone al fiume della Garonne con la sua forte barra all’uscita (una linea lungo la foce che genera un'onda alta e ripida), con le sue correnti spesso superiori ai 5 nodi (5.5 è la velocità massima di Salina), l'Oceano ed i suoi cinque – sette metri di escursione di marea; la barca che arranca contro corrente e si siede nella sabbia quando in porto la marea porta via fino all'ultima goccia di acqua sotto di essa, e lì, devi preoccuparti di sapere se il fango sul quale ti siederai è un fango “buono” o un fango “cattivo”; il Golfo di Guascogna e gli inquieti mari della Bretagna;  il Cap du Raz del quale mi dicono:”....bisogna fare molta attenzione quando si doppia, bisogna presentarsi al momento giusto perchè le rocce presenti, le forti correnti e l'onda di barra che si genera possono essere molto pericolose!

Il Canal du Midi, generalmente tranquillo, a tratti impegnativo, ma di una enorme bellezza; è soprattutto la dimensione dell'opera dell'uomo che affascina, nel pieno rispetto della natura e da prima del 1800 che quel canale voluto e costruito da uomini, con le sue 119 chiuse, taglia una nazione per 500 km, e mette in comunicazione il Mar Mediterraneo con l'Oceano Atlantico. Una grande attuale testimonianza di come le grandi opere dell'uomo, realizzate per suo beneficio, possono resistere per così tanti anni, se fatte con maestria, senza avere necessariamente altre facce della medaglia....;....navigando sul canale ad un certo punto si può scorgere non lontano da esso una CENTRALE NUCLEARE!!!!!!...i posteri potranno scrivere cose simili parlando di quella follia dell'uomo di quel tempo???!!!

  La realizzazione del viaggio/progetto quest'anno è risultato particolarmente difficile a causa della particolare situazione politico economica in cui verte non solo Taranto ma tutto il paese, si è deciso di partire comunque, senza essere certi di portarlo a termine, era troppo importante almeno tentare, e le rinnovate amicizie e incontri che si auspicavano durante il viaggio, non solo ci sono state, ma sono state la vera chiave di volta per la continuazione e riuscita del viaggio stesso, Salina ha suscitato così tanto interesse verso i suoi propositi, così tanto rispetto per le sue “nobili” intenzioni, che in tanti hanno desiderato non solo conoscerla più a fondo, qualcuno anche imbarcandosi, ma soprattutto hanno desiderato aiutarla, ognuno come ha potuto, ci sono state collette e contributi a distanza, sono arrivati scritti lettere di stima e sostegno, fumetti, attrezzature, uomini a dare il cambio ad una parte dell'equipaggio, ospitalità nei porti; tanti i giornalisti addetti ai lavori che si sono appassionati con noi al viaggio ed hanno dedicato più volte e su tutti i più importanti media di settore il proprio contributo raccontando di Salina e rendendola così, sempre più visibile e supportata, tutti contributi concreti che hanno dato a Salina la vera forza e motivazione a continuare nonostante le difficoltà.

 Tanti incontri magici e significativi, che ci hanno dato la possibilità di parlare di quella storia e quella cultura che tanto ci sta a cuore: il giovane Maestro d'ascia della Tecnomar nel Tevere, che ci conferma quanto il suo lavoro, oggi raro e ricercato, gli permetta di essere “libero”,   il Maestro Giorgio Michetti, testimone di cento anni di storia arte e cultura italiana, che oltre a dipingere la preziosa tavola di testimonianza che ora è con le altre a Brest, ci ha ricordato che nel suo periodo di permanenza a Taranto durante il militare, durante la prima guerra mondiale, era solito uscire in barca a vela da un certo circolo sul lungomare sotto l'arcata stradale....dove oggi sono custodite con cura le attrezzature dell'AMIU...!!; ..I marittimi in pensione, che si sono occupati volontariamente della realizzazione del museo del Mare di Viareggio, dei marinai di terza età, ma con ancora il mare negli occhi e soprattutto nei racconti e ancora di più nei pensieri di saggia gente di Mare...; Jean Luc Palumbo incontrato a Cap d'Agde, che dopo averci risolto il problema del disalberamento di Salina, che ormai sembrava insormontabile nei tempi stretti che ci necessitavano, rivela le sue origini e commosso ci racconta che il suo bisnonno si trasferì ad Agde da Procida, la stessa Procida che ha visto scritta sulla nostra maglietta che quel giorno per caso indossavamo, il bisnonno era un abile maestro d'ascia che si trasferì per aprire un cantiere di barche, tante barche costruite che hanno partecipato insieme alle altre, alla pesca, al commercio ed alla costruzione di quella costa....quel cantiere oggi è ancora lì, a testimonianza delle capacità dei nostri antenati, quelle capacità che in parte oggi abbiamo perduto ed in parte sembra non vogliamo proprio più riconoscere;....gli amici marinai di Bordeaux e dell'Arawak (la vecchia tonnara anche lei in partenza per Brest), la presentazione di Salina e del suo viaggio nel proprio circolo velico di Bordeauxe per cercare tra gli iscritti dei “marinai” disponibili per aiutare, l'equipaggio ridotto al minimo di Salina, a navigare per l'ultima tratta verso Brest, marinai che hanno apprezzato barca, uomini e bandiera italiana, con i quali c'è stato un forte scambio culturale e di sentimenti di amicizia, a tal punto da restare in contatto e da farli tornare ancora oggi qui su Salina per navigare nel Mediterraneo sulla rotta di rientro; ...i tanti marinai, barche associazioni, addetti ai lavori e soprattutto appassionati incontrati a Brest e la loro meraviglia nel vedere una bandiera italiana partecipare alla loro preziosa festa, una bandiera italiana arrivata da un così lungo viaggio su di una cosi piccola ma “bateau tres jolie et bien fait” (barca bella e ben costruita). Le 2000 barche classiche e da lavoro, con i migliaia di equipaggi che le preservano a le fanno ancora navigare ed apprezzare, tutti uniti da quei sentimenti che sul mare felicemente proliferano, solidarietà e fratellanza, sacrificio e passione, coraggio e prudenza, operosità e rispetto. Un salto nel passato e nei suoi costumi: barche, colori, odori, gesti e comportamenti di una società del passato che in quella settimana a Brest, in parte rivive ed è lì per dimostrare e far riflettere su quali progressi e passi avanti si siano fatti, ma soprattutto su quanti passi si siano fatti “indietro”, per coloro i quali siano disposti ad ammetterlo. Per questo e tanto altro il viaggio di Salina è stato un viaggio “Fantastico”, nella più pura accezione del termine, perchè ha visto e potuto notare e parlare di cose a cui la Fantasia da sola non potrebbe arrivare.

 

 (...dal Progetto Salina Per Taranto)

“....il sopra descritto, è il progetto di massima, che ovviamente andrà sviscerato in fase di concreta organizzazione e realizzazione; lo riteniamo, un originale, concreto e raffinato contributo che va incontro, alla chiara esigenza che ha la nostra città, di stimoli ed iniziative, un progetto che si sviluppa nell’arco temporale di quasi due anni, incentrato su due importantissimi episodi/eventi, attorno ai quali se ne potranno generare svariati ed oggi inimmaginabili: “una corrente fortissima, con le potenzialità di trascinare con se in maniera trasversale tutta la cittadinanza, tutte le ètà, tutte le istituzioni e classi politiche,tutte le fasce e ceti sociali!”

 

  La città di Taranto con la seria messa in discussione della grande industria, ha cominciato finalmente quel suo nuovo e ormai necessario  processo di ”riconverisione economico-culturale, da  anni auspicato da gran parte della sua popolazione e comunque del tutto fisiologico: nulla è per sempre. Il ciclo produttivo dell'acciaio a Taranto dopo oltre un cinquantennio è giusto che lasci il posto ad altro.

 I cambiamenti così radicali, e soprattutto non preparati  nel corso degli anni,  è ovvio che  generino grandi paure e perplessità nella collettività. In realtà è sufficiente soffermarsi e riflettere con serenità, per rendersi conto che non c'è niente da inventare, basti guardare la storia del nostro territorio per rendersi conto che il suo futuro deve passare attraverso la riscoperta delle sue vocazioni naturali:  turismo, attività legate al mare (il suo grande porto naturale, le sue coste, il suo prezioso entroterra, la sua tradizione eno gastronomica...pesca, mitilicoltura, cantieristica, ricerca), agricoltura, trasformazione, servizi ed artigianato...come  in fondo è sempre stato prima dell'esperienza dell'acciaio.

Quando  Salina nel 2010 ha cominciato a navigare per dare il suo contributo di sensibilizzazione   in merito a tali argomentazioni, era inimmaginabile  che ancor prima di  rientrare dal suo terzo viaggio (da Brest), gli argomenti che ha con convinzione portato avanti per oltre due  anni, sarebbero divenuti di tale attualità.

Oggi finalmente, tanti sono i cori che si alzano e tante le forze che spingono in tal senso, associazioni, movimenti cittadini, opinione pubblica, tutti d'accordo a volere fortemente un nuovo percorso economico e soprattutto, quella rivoluzione culturale che possa gettare le basi per un nuovo futuro.

  La strada è finalmente intrapresa, la grande onda del rinnovamento e dell'entusiasmo, generata proprio da quella parte attiva della cittadinanza, ormai ha preso forma ed una grande energia, sta ora   alla politica locale, agli amministratori tutti e soprattutto ad i cittadini, volerla e saperla cavalcare.

 

Salina continuerà a dare il suo contributo, sarà come sempre a disposizione della causa e continuerà a ribadire con forza che per Taranto: “L'alternativa viene dal Mare.”

NAVIGAZIONE NEL CANAL DU MIDI

 

 

 

 

Le nove chiuse consecutive di Béziers Patrimonio dell'unesco.

 

 

19 Giugno -Verso i canali della Francia...

ANCORA UNA VOLTA GRAZIE A PERSONE CHE CREDONO CHE I PROGETTI E SOPRATTUTTO LE IDEE VANNO PORTATE AVANTI...ANDIAMO AVANTI!

 Gli amici della banchina della "Bluedreamcharter" di Procida rialzano le vele di Salina e la spingono nei calali della Francia...ora, grazie a loro Brest è sempre più vicina!!!

15 Giugno - Imperia

 

 

Abbiamo scelto di fermarci ad Imperia in quanto, anche questa graziosa e curata cittadina oltre ad avere un “ricco” museo navale che si sviluppa su circa settecento mq., ha deciso da diversi anni ormai di puntare ed investire su di un evento legato al mare, alla tradizione e la cultura marinaresca: le “Vele d'epoca di Imperia. Ogni due anni si danno l'appuntamento barche a vela d'epoca ed equipaggi provenienti da gran parte d'Europa che per cinque giorni sfilano nelle acque antistanti il porto vecchio. Ovviamente la città e gli appassionati attendono felici l'evento, e per cinque lunghi giorni, ancora una volta la Passione genera una energia tale da creare indotto e valore aggiunto, il nome della città si propaga e resta nella memoria di migliaia di appassionati e visitatori, e tutto ciò ovviamente, col tempo ricade in maniera positiva sul territorio. L'evento è diventato prestigioso, a tal punto da stimolarne la nascita in località vicine, come ad esempio Le Grazie, che organizzano edizioni di richiamo intitolate  â€œSulla rotta di Imperia”.
Inoltre è probabilmente l'entusiasmo scaturito dall'evento che ha portato alla costruzione del nuovo imponente marina, che a sua volta rappresenta nuova vitalità ed economia ed il tutto probabilmente è destinato replicarsi ancora, perchè come si sa da cosa nasce cosa....incredibile...tutto ancora una volta scaturito da un evento a carattere Culturale, voluto e realizzato da un gruppo di Appassionati.
Nota dolente della giornata trascorsa ad imperia è stato lo sbarco e la partenza di Luca, per due settimane è stato un ottimo compagno di viaggio e di quanto è stata preziosa la sua presenza e la sua sentita collaborazione nel progetto che stiamo portando avanti, non è neanche il caso di ribarlo ulteriormente, anche perchè come ha detto lui stesso: "da Salina non si sbarca mai"...e noi piace lasciarci così. Grazie luca.
Un Ringraziamento particolare per l'ospitalità e la disponibilità,  va anche al Marina di Imperia e a tutto il suo professionale e cordialissimo staff. 

 

 

14 Giugno - Santuario dei Cetacei, in navigazione

Dal piccolo e incantevole porticciolo di Porto Venere, a cadenze regolari, lo sguardo andava a scrutare in quello spazio tra gli scogli che permette di prendere il largo. Intorno alle 16.00 finalmente la situazione sembra accettabile, le onde che prima frangevano potenti si sono placate e così ritentiamo la fuga. Usciti in mare la situazione non è proprio tranquilla, ma è in attenuazione e quindi si continua ottimisti e prima del tramonto possiamo procedere addirittura all'operazione “spaghetti col pesto”, rigorosamente autoctono.

La luna è completamente assente e la notte stellata ci ripaga dei troppi giorni fermi in porto.

Giunti al centro del Golfo di Genova, a completare la festa, degli invitati d'eccezione si uniscono per più di un ora al viaggio di Salina: gli amici Delfini! Tanti e particolarmente in forma, in formazione acrobatica sotto la prua di Salina, si esibiscono mostrandoci tutto il loro repertorio di salti e incroci e, a coronare la magia, si aggiunge anche la complicità del plancton che crea una scintillante verde luminescenza sulla cresta dell’onda generata dalla nostra prua e sulle scie dei delfini stessi. Lo spettacolo della natura questa notte è davvero allo stato dell’arte! I delfini sono animali incredibili, sembra gli piaccia la compagnia dell'uomo, è come se gli facesse piacere essere osservati durante le loro evoluzioni, spesso nuotano di traverso per portare l'occhio a pelo d'acqua e osservano per qualche secondo gli abitanti della barca; sembrano socievoli ed ottimisti e onestamente il loro buon umore è sempre contagioso! Speravamo di incontrarli e le possibilità erano veramente alte visto che abbiamo tagliato in pieno il Santuario dei Cetacei, che si estende sino alla Corsica inglobando anche l'isola d'Elba e Capraia.

In questo triangolo geografico ormai da parecchi anni è nato il Santuario dei Cetacei, vista la massiccia presenza di questi splendidi amici marini che in questa zona vengono particolarmente tutelati, osservati e studiati! D'eccellenza mondiale infatti sono i vari centri di ricerca che si sono sviluppati in queste aree proprio grazie alle tante opportunità di avvistamento.

La presenza dei delfini e dei cetacei in genere è strettamente legata a specifiche condizioni ambientali che fanno si che queste specie si stabiliscano soprattutto per riprodursi.

Parlando di delfini, è il caso, come spesso ci capita durante questo viaggio, di fare alcune riflessioni su Taranto. Non è un caso infatti che la Città dei due Mari abbia il delfino come icona del suo fregio istituzionale. E' presente infatti da sempre al largo delle Isole Cheradi, una folta presenza di delfini, ma spesso si riescono ad avvistare anche balene e capodogli.

I delfini sono uno splendido anello di unione tra uomo e mare; osservare, studiare e tutelare i delfini infatti vuol dire parallelamente studiare e tutelare la  “risorsa Mare” a vantaggio di tutto il pianeta, come giustamente sottolineano studiosi e scienziati!

La presenza dei delfini a Taranto è ad oggi ignorata dalla cittadinanza ed è per questo che la Jonian Dolphin Conservation ha promosso e costituito un folto gruppo di lavoro costituito da biologi, ricercatori e operatori del mare con lo scopo di avviare un sistematico e scientifico lavoro di avvistamento e censimento delle specie e delle presenze dei delfini presenti nel golfo di Taranto. Un lavoro scrupoloso che da o due anni ha portato ad avere un grandissimo numero di avvistamenti e dati raccolti. Sono state raccolte anche una grande quantità di videoriprese in alta definizione che, proprio in questi giorni, sono diventate un vero e proprio documentario con il quale si concorrerà nei prossimi mesi a prestigiosi festival internazionali di cinematografia subacquea.

La Fondazione dal Mare è stata felice ed orgogliosa di poter partecipare a questo ulteriore meraviglioso progetto e oggi, per contestualizzarlo nell'ambito delle alternative e risorse che possono venire dal mare, noi tutti auspichiamo una maggiore sensibilizzazione in ambito ricerca e  tutela. I “Delfini di Taras”, così si intitola il documentario, sono un’ulteriore realtà del nostro territorio e soprattutto del nostro mare che va assolutamente presa in considerazione a cui deve essere data la giusta importanza.

 

Riportiamo di seguito il testo di Jonian Dolphin Conservation a corredo del trailer de "I Delfini di Taras":

A distanza di circa 24 Mesi dall'inizio della sua realizzazione, la nostra prima produzione documentaristica è diventata realtà.
Un tributo doveroso alla nostra città, troppo spesso denigrata e relegata nelle prime pagine dei servizi nazionali esclusivamente per i suoi problemi di inquinamento...
Un tributo doveroso ad uno dei simboli di Taranto, il delfino, del quale ci siamo scordati e del quale ignoriamo la reale presenza nei nostri mari.
Un lungo lavoro che ha visto l' unione di diverse competenze, oltre allo staff della Jonian Dolphin, la collaborazione artistica di Maurizio Lomartire per la realizzazione della colonna sonora e delle musiche del Film, e l' illustre voce di Nicola De Gregorio, speaker RAI e voice-over del nostro documentario.
La prima tappa ufficiale per il nostro DocuFilm è il Festival Internazionale Cortoacquario giunto alla sua sesta edizione che si terrà a Roma nel mese di Luglio 2012.
CORTOACQUARIO è la manifestazione cinematografica a tematica marina più approfondita e stimolante del panorama nazionale e conta al suo attivo oltre alla valorizzazione di giovani talenti italiani e stranieri, come Pippo Mezzapesa, Edoardo De Angelis e Simon Nagel anche la partecipazione di importanti ospiti come John Milius, Pedrag Matvejevic ed Enzo Maiorca.
A seguire sono previste altre importanti partecipazioni a festival internazionali, tra le quali spiccano il FMISM Festival Mondial de l'Image Sous-Marine che si terrà a Marsiglia ad ottobre 2012 ed il Festival Internazionale del Mare PELAGOS previsto a Roma per Febbraio 2013.
Tre appuntamenti importantissimi per mostrare l'altra faccia di Taranto, quella troppo spesso occultata da eccessiva autocommiserazione e scarsa voglia di emergere...

 

 

 

 

9-14 Giugno - Le Grazie e Porto Venere

Le Grazie

 

È la seconda volta che ci svegliamo nel cuore della notte per mollare gli ormeggi e prendere il mare e l’abbiamo preso il mare! Ma entrambe le volte abbiamo dovuto girare la prua e tornare indietro: quei quattro giorni di vento forte hanno prodotto delle onde tali da scoraggiarci, del resto abbiamo davanti 16/18 ore di navigazione e per quanto Salina tenga benissimo il mare, è impensabile sottoporla a tante sollecitazioni per così tanto tempo e lo stesso vale per noi.

Quindi, dopo essere stati bloccati per giorni a La Spezia, ci siamo riparati ancora una volta a Le Grazie anche perché quel posto, con tutta quella concentrazione di barche d’epoca, è davvero magico, uno scorcio prezioso d’altri tempi! E poi oggi, dopo l’ennesimo tentativo di uscire, dopo un ora e mezza di “botte” rientriamo, questa volta a Porto Venere così siamo più vicini all’uscita e soprattutto possiamo vedere da terra com’è il mare fuori e decidere di muoverci quando siamo sicuri di non sprecare sonno ed energie inutilmente.

Qui, oltre ad avere il piacere di salire a bordo della Goletta Verde di Legambiente, ospiti di Pierluigi, che ci racconta un po’ la storia di quel “bel pezzo di legno”, ci soffermiamo ad osservare il delizioso paesino: tante vecchie palazzine contigue, tutte colorate in pieno stile ligure, vicoli, porticcioli turistici, graziosi negozietti, turisti in giro arrivati via terra e via mare… e puntualmente il pensiero torna di corsa a casa, alla nostra città vecchia.

Già perché se volessimo descrivere Porto Venere ad un amico, non ci sarebbe soluzione più semplice che dire: ”hai presente Taranto vecchia?”, bene è molto simile come costruzione, ma è tenuta benissimo”!!!

Niente case murate, puntellate, a pericolo di crollo, i vicoli in ordine e puliti, in ogni locale commerciale che si affaccia sulle stradine si vedono attività di artigianato locale, ristorantini, vendita di souvenir e prodotti tipici (pesto, agrumi, olio d’oliva, etc.), sale espositive allestite, targhe che indicano affitta camere e ogni genere di attività che conviene in una cittadina turistica così ben ottimizzata allo scopo.

Ogni volta che capita di visitare una località tenuta in modo decoroso, che poi diventa naturalmente appetibile per il mercato turistico, non possiamo fare a meno di mortificarci e non solo… la domanda che ci si ripete come un mantra è sempre la stessa: ma perché Taranto vecchia non si trasforma in “Borgo Antico”, non si rimette in sesto, colorata, restaurata e vissuta con la dignità che meriterebbe ogni centro storico?! Oggi questa domanda non può più essere solo retorica, è una domanda che merita una risposta reale, perché individuando una risposta allora si può immaginare una possibile strada da intraprendere.

Di chi è la colpa di tanto degrado? Qualcuno dice dei politici, qualcun altro risponde che i cittadini hanno i politici che si meritano; quindi sembrerebbe sia colpa dei cittadini, ma sono sicuro che una grandissima parte di cittadini non meritano tali inefficienze. E quindi di chi è la colpa? Del danaro che scarseggia, ”non ci sono soldi” si sente dire continuamente!! Ma altrettanto continuamente si imparano storie di soldi “mal gestiti” o addirittura che ritornano al mittente perché non si è stati in grado di utilizzarli (nel caso dei fondi europei).

Di buono però si sentono anche storie di iniziative a bassissimo costo o addirittura a costo zero che, se intraprese o anche solo incoraggiate, potrebbero generare quell’ottimismo e quell’energia positiva capace di combattere e cambiare davvero le cattive abitudini. Non sono belle parole, parliamo di fatti dimostrati da esempi concreti, me ne vengono in mente subito due, uno lontano e uno vicino: a Le Grazie, come abbiamo potuto vedere, è bastata l’idea di promuovere l’ormeggio di barche d’epoca con dei prezzi vantaggiosi per attrarne un cospicuo numero e fare di quel posto un gioiello raro, visitato e fotografato da turisti di ogni dove. E poi l’esempio vicino: le iniziative “low cost” e l’energia di cui parliamo sono splendidamente rappresentate a Taranto da quel gruppo che si è unito sotto il nome di Ammazza che Piazza: persone sane che di propria iniziativa hanno iniziato a dedicarsi alla propria città con l’amore che forse nessuno le ha mai donato prima! Ripulire le piazze, fisicamente, restituire decoro e bellezza, un po’ alla volta, a tutti gli angoli della città. Iniziativa popolare volontaria di minima spesa e massima resa, un esempio per tutti.

Porto Venere

Porto Venere

 

8 Giugno - La Spezia - Incontro con coordinatori Festa della Marineria

Viareggio è stata veramente una sosta ricca di contenuti e soprattutto emozioni, che non sono finite con la visita al museo e l'incontro con il Maestro Michetti, la sera infatti, eravamo in barca e lavoravamo sugli aggiornamenti per il blog quando, riceviamo una telefonata con prefisso 02; era la redazione di radio DJ che ci chiedeva la disponibilità a raccontare il nostro progetto in diretta all'interno del programma in onda “a tu per gu” diretto da Luca Leoni e Gulielmo Scilla. E' stata ovviamente una piacevole sorpresa che dava soprattutto un ulteriore, importante, possibilità di spiegare ancora una volta imotivi che ci spingono a portare avanti questo viaggio.

Inoltre dopo l'intervista, messaggi gratificanti di amici e persone nuove; ad un certo punto, ben oltre le ventitre,  ci sentiamo chiamare dall'esterno, Marco, un viareggino, ascoltandoci per radio da casa, ha ritenuto giusto venirci a salutare con una gustosa bottiglia di chianti, un graditissimo gesto , grazie Marco.

L'indomani, nuova partenza e si punta su La Spezia, città che già da due edizioni sta credendo ed investendo tanto nell'organizzazione della Festa della Marineria, alla quale abbiamo partecipato l'anno scorso.

Pensiamo sia uno sforzo di una città che scommette su ambiziose riconversioni e che sia importante  sottolineare e documentare.

Arrivati a La Spezia chiamiamo il comune e segnaliamo la nostra presenza e la volontà di poter incontrare i responsabili della Festa della Marineria. Al comune i nostri interlocutori si ricordano di noi e di Salina ed entusiasti e puntuali come al solito ci raggiungono senza esitazioni a bordo per scambiare qualche idea.

Incontriamo Isa Raffellini e Umberto Bonanni i coordinatori della Festa della Marineria, con i quali   eravamo già in contatto dall'anno scorso, e fa subito piacere vedere una team di lavoro così affiatato e con le idee ben chiare, e facile apprezzare in loro doti quali energia, entusiasmo, determinazione, coraggio e capacità...sono sicuro che la Festa della Marineria diventerà sempre più importante!!

Abbiamo ritenuto interessante registrare e mettervi a disposizione i contenuti dell'incontro, buona visione!!

 

Ci teniamo a salutare ed a rincgraziare Isa Raffellini e Umberto Bonanni, e l'Assonautica di La SPezia per averci ospitato in porto.

Giorgio Michetti

La porta del suo laboratorio è anche quella della sua casa, è sempre aperta e invita ad entrare.

Dentro c’è una vita, lunga, densa, il suo sguardo è intelligente, profondo e appassionato, un’infinità di tratti segnano il suo viso, come le tele, le pietre e ogni cosa sia appartenuta alla sua attenzione.

Viareggio è la sua città, i gabbiani volano sempre sulla sua casa, lo salutano e lo ispirano.

Gentile e determinato, estroso e disciplinato, trasforma in arte ogni suo gesto ed ogni suo pensiero, è felice di donare, ma solo in buone mani. Conserva freschi i tanti ricordi ma Vive nel quotidiano e continua a procurarsene, rallenta il presente con la sua arte e programma sereno il suo futuro, sorride alla vita e la vita lo ripaga… tutto a vantaggio di chi ha la fortuna di conoscerlo.

Luca e Alessandro

 

 

6 e 7 Giugno - Viareggio - Incontro con il Maestro Giorgio Michetti

 

 

 

I nostri nuovi amici, curatori del Museo della Marineria di Viareggio, ci fanno notare che lo spazio del museo è utilizzato anche per ospitare eventi, conferenze, presentazioni di libri e mostre d’arte, tutto rigorosamente legato al mare. Tutti gli artisti che espongono le proprie opere ne lasciano una a impreziosire le pareti e fra le tante restiamo particolarmente colpiti dai tratti e dai colori del quadro “Gente di mare”, del pittore viareggino Giorgio Michetti. I curatori del museo iniziano a parlarcene con vivissimo entusiasmo ed evidente orgoglio, il pittore è piuttosto noto e quotato e scoprire che quest’anno compie cento anni, e che è ancora in attività, ci convince definitivamente a cercarlo e incontrarlo.

In poco recuperiamo i suoi contatti, lo chiamiamo e lui, entusiasta, ci invita ad andare a trovarlo. Ci andiamo con in testa la curiosità di conoscere una persona così… grande! E poi pensiamo anche alla tavola da portare a Brest… in sostanza ogni unità che partecipa alla grande festa bretone è tenuta a consegnare una tavola di legno dipinta, in rappresentanza della barca e tutte le tavole di tutti i partecipanti sono esposte insieme in appositi spazi e compongono uno spettacolo notevole. Dunque Salina potrebbe forse portare con se, oltre a tutti i suoi messaggi, anche un pezzo d’arte da donare… speriamo!

Il tempo di elaborare questi pensieri e ci ritroviamo davanti al laboratorio del Maestro Giorgio Michetti. Ci accoglie con grande ospitalità e ci chiede di raccontargli chi siamo e cosa stiamo facendo, si appassiona velocemente alla nostra storia anche perché è nato in una città di mare come Viareggio e ha navigato anche lui a vela, in particolare amava prendere una Star dal circolo dei cantieri Tosi di Taranto (era lì in tempo di guerra) e veleggiare leggero e libero nel nostro Mar Grande, fuggendo dai cupi obblighi di disegnare sommergibili o manifesti di propaganda. 

Per la cronaca, oggi il posto che ospitava quel circolo, dopo essere stato una palestra, è diventato un deposito di materiali dell’azienda municipalizzata di nettezza urbana… dovreste vederlo per rendervi conto dello spreco! Si tratta dei mastodontici bastioni che sorreggono il lungomare e, con tutto il rispetto per l’AMIU, ci potrebbero essere mille modi migliori di usarli, per spettacoli, per attività nautiche…

Ma torniamo a Viareggio e al Maestro Michetti, che ormai è già un nostro idolo, data l’energia positiva che trasmette e la densità delle sue parole e dei suoi sguardi, oltre che all’oggettivo fascino dei suoi lavori.

Prendiamo il coraggio e gli raccontiamo la storia della tavola, senza indugio accetta di dipingerla lui, ma si è fatto tardi e ci diamo appuntamento all’indomani mattina.

Detto fatto, il mattino seguente ci presentiamo con il nostro vergine pezzo di frassino e inizia per noi un’esperienza magica: assistere alla creazione di una piccola opera d’arte, solo per noi, dedicata a Salina.

Qualche tratto a matita fa emergere subito la siluette di Salina tra le venature del legno e poi pennarelli, pennelli, colori e l’alchimia dell’arte che prende forma. Noi siamo affascinati e rapiti dalle mani esperte e sicure di quest’uomo che disegna e dipinge da più di ottant’anni!

Alla fine la nostra tavola è pronta in due o tre ore ed è meravigliosa, ne siamo orgogliosissimi e non sappiamo come sdebitarci, come ringraziare. Ci proviamo almeno con il pranzo, nulla in confronto a quanto abbiamo preso, ma il ristoratore ovviamente subisce solo l’autorevolezza del Maestro al quale è bastato poco per fargli capire che eravamo suoi ospiti e non c’è stato niente da fare!

Siamo colmi di gratitudine e di gioia, incontrare quest’uomo ci ha scaldato il cuore e ci ha insegnato tante cose, una su tutte il segreto della sua longevità e brillantezza mentale: la passione! Si, ci ha insegnato ad avere passione, ad essere attivi e operativi, sempre, ogni giorno, a darci degli obiettivi e a non sederci mai ad “aspettare il treno”.

Noi siamo persone positive e operative, ma questo incontro credo che ci abbia iniettato una linfa speciale, potente, intima, delicata e sana.

Grazie di tutto Maestro, non dimenticheremo.

 

 

06 giugno - Viareggio

 

 

Saremmo rimasti volentieri ancora un po' a Cecina, magari per fare una veleggiata tranquilla con Mauro sulla sua Orsa, ma il tempo è inesorabile e nei prossimi giorni il meteo pare peggiorerà, quindi sveglia presto e prua su Viareggio.

Abbiamo scelto di andare a Viareggio perchè ci avrebbe fatto piacere visitare e documentare il Museo della Marineria che la città ha inaugurato nel 2006, in più Viareggio è tra i fiori all'occhiello della cantieristica italiana, proprio nel porto infatti si trovano tra i più autorevoli cantieri di grandi unità da diporto, i cui gioielli sono conosciuti ed ambiti in tutto il mondo, stiamo parlando infatti di nomi come: Perini, Benetti, Codecasa, Azimut ed altri ancora.

Durante la navigazione, annunciamo il nostro arrivo alla Capitaneria di Porto chiedendo loro la solita disponibilità a procurarci un ormeggio e sopratutto, manifestando la volontà di visitare il Museo della Marineria al fine di documentarlo sul nostro blog. Parliamo con il C.te Giorgi, che informandoci che il museo normalmente è aperto dal venerdì alla domenica, si adopera comunque per trovare una soluzione. Il C.te Giorgi, ci richiama a stretto giro e ci comunica che in via eccezionale, i responsabili del museo ci avrebbero ricevuto alle 18.00.

Entrati in porto alle 17,30 circa, veniamo accolti dal M.llo Izzo, che ci indica l'ormeggio all'interno del bellissimo Club Nautico Versilia. Velocemente prepariamo l'attrezzatura e corriamo al Museo.

Sulla porta troviamo ad aspettarci tre dei sette responsabili, tutti “medaglie d'oro di lunga navigazione” della marina mercantile; capiamo subito che ci aspettavano momenti estremamente interessanti.

Tanti appassionati di mare come noi, desiderano visitare e possibilmente avere a portata di “città”, un museo come il loro, e quindi tramite la loro esperienza ci interessa capire quanto è complicato realizzarlo, quanti soldi e quanti mesi/anni di lavoro ci sono voluti, come si potrebbe gestire e soprattutto quali vantaggi genera sul territorio, quindi prima di iniziare la visita, facciamo una lunga chiacchierata con i padroni di casa.

Bene abbiamo appreso che l'impresa è possibile e non richiede necessariamente budget milionari. L'idea del Museo risale addirittura al 1920, ma ha visto la sua concretizzazione nel 2006. Uno dei problemi principali a quanto pare era quello di individuare un edificio idoneo ad ospitare tale progetto. Ad un certo punto si sono liberati i locali storici del mercato ittico e i viareggini non si sono fatti sfuggire l'occasione. Un gruppo di marittimi in pensione si riunisce in un comitato e ottenuto il benestare dal Comune comincia un duro e quotidiano lavoro di ricerca di fondi, restauro dei locali, raccolta e organizzazione dei reperti da esporre, e in pochi anni il 2006 è arrivata l'inaugurazione!

I fondi sono stati reperiti attraverso contributi del comune e di alcuni istituti di credito presenti in città, sono stati lanciati degli appelli ai cittadini affinchè portassero, chi ne era in possesso, qualunque reperto posseduto e ritenuto interessante, la gestione è stata affidata a questi sette supereroi in pensione che con un nutrito gruppo di amici ed appassionati, in regime di volontariato si sono occupati di riunire e catalogare i reperti raccolti, preoccupandosi di ricostruirne con accurate ricerche le notizie storiche, per concludere, il comune ha istituito un ufficio alle dipendenze dell'assessorato alla cultura, che si occupa di promuovere il Museo all'interno delle scuole e a favore dell'indotto turistico. Be...un piano perfetto!!

Il Museo, è particolarmente ricco di reperti, dalle tantissime attrezzature da palombari che storicamente hanno reso nota Viareggio, sin dagli anni 30' quando Alberto Gianni a cui è intitolato il Museo stesso, inventò la prima torretta per esplorazioni con palombaro ad alte profondità, storica fù l'impresa della mitica Nave Artiglio una bella storia ma con un triste epilogo; per saperne di più...................) che riuscì a recuperare in quell'anno ben sette tonnellate di oro disperse nelle profondità delle acque bretoni insieme alla nave che le trasportava.

Nel museo sono presenti anche reperti antichi come anfore greche e ancore in pietra romane ed etrusche, tante le attrezzature di bordo e i meravigliosi utensili che hanno costruito le tantissime navi in legno che hanno solcato il mediterraneo e non solo sino all'arrivo delle lamiere.

La tradizione cantieristica di Viareggio è sempre stata asse portante della propria economia, e il legno ha lasciato il posto ai materiali moderni, ma le prestigiose barche costruite ancora oggi nei cantieri viareggini, continuano a dare economia al territorio e lustro all'intera Italia; ovviamente la crisi del momento mette tutti e dura prova.

Insomma, il Museo della Marineria rappresenta una bella storia ed un successo. Come al solito dietro un tale successo, c'è ancora quel potente motore e quel nobile sentimento dal nome “Passione”.

Già, quei “Marinai” con i quali abbiamo avuto il piacere di parlare, sono in pensione, ma è ancora tanta la passione che nutrono per il loro amato Mare, a tal punto da voler vedere a tutti i costi riuniti e messi in bella mostra, tutti quei simboli che rappresentano il passato, i marinai del passato; un museo così nato, e così seguito, ha al suo interno un'atmosfera quasi “religiosa”, si resta lì ad osservare in silenzio, ogni oggetto presente suscita pensieri, riflessioni, nostalgia ed al tempo stesso meraviglia per i progressi fatti, sempre quando si osservano strumenti di lavoro di cento anni fa, il pensiero va subito ad immaginare l'incredibile fatica a cui erano sottoposti i nostri antenati, e ancora, la grande arte di cui erano dotati, la precisione a quel tempo poteva essere frutto solo di grande “arte” e “maestria”, e a giusta ragione: “artigiani” e “maestri”.

Il Museo della Marineria quindi rappresenta oggi un nuovo motivo di orgoglio per Viareggio, è diventato un meraviglioso contenitore culturale che affascina i più giovani e rende fieri i più “Grandi”, attorno al quale ruotano grandi energie, idee e stimoli per il futuro!!!

 

 

 

 

Ci teniamo a ringraziare per questa meravigliosa giornata e per la cordialità e disponibilità dimostrata:

la Capitaneria di Porto, il C.te Giorgi ed il M.llo Izzo.

Il Club Nautico Versilia

Il direttore del Museo Dott. Roberto Righi

I nostri splendidi accompagnatori medaglie d'oro

Calascioni Luciano

Dolosini Giuseppe

Bertolucci Oreste

 

06 giugno L'equipaggio di Salina è stato intervistato in diretta telefonica da Radio Dee Jay.

 

 

 

03 giugno - Arrivo a Cecina.

 

 

 

Soddisfatto degli incontri fatti a S.Marinella, all'alba sono di nuovo in mare con prua su Cecina.

Una decina di giorni fa, mi è arrivato un messaggio da parte di Mauro, che avendo letto il viaggio di Salina su Bolina, mi ha augurato il buon vento, in più si è reso disponibile, se fossi passato da Cecina dove lui vive, a darmi qualche dritta visto che lui nel 96' era stato a Brest!!..Fantastico, ovviamente mi sono fiondato ad incontrarlo.

Mauro Virgili, lo abbiamo conosciuto l'anno scorso a Laspezia, anche lui era li con la sua navigata “Orsa”, ed eravamo vicini di ormeggio. Le barche e le idee molto simili, hanno fatto da subito instaurare una grande simpatia reciproca.

Mauro ha più di 50 anni e meno di 70, ma la sua forma fisica ed il suo stato d'animo farebbero invidia a qualunque quarantenne, e la sua smisurata passione per il Mare e per la sua “Orsa”, lo rendono ai miei occhi un uomo speciale.

Entrato nel fiume, vengo subito accolto da Mauro che mi fa strada all'ormeggio messomi a disposizione in darsena, un abbraccio quattro chiacchierare e, arrivata ora di pranzo mi porta a casa sua, dove la moglie Maria Teresa, a pranzo e a cena, mi rifocilla, con “veri” ed ottimi pasti caldi.

Dopo pranzo, ci rechiamo nello studiolo di Mauro, dove da ogni oggetto e libro presente, trasuda passione e marineria. Mi racconta della sua navigazione verso Brest per partecipare al mitico raduno, mi da delle importanti dritte sulla navigazione fluviale e, soprattutto mi mette in guardia sulle problematiche legate alla corrente ed alle maree che incontreremo nelle ultime 300 miglia per arrivare a Brest. Mi dà anche due carte nautiche usate da lui nel suo viaggio e mi fa pregustare l'atmosfera dell'evento con alcuni video....tutto sopra le aspettative. Mi racconta anche di aver visto a Brest, nel magazzino destinato alla raccolta delle targhe, che ogni barca consegna per testimoniare la propria partecipazione, anche il Crest del Palinuro, la nave scuola dei sott'ufficiali della Marina Militare Italiana, probabilmente presente all'evento nel 92'. Una buona notizia, ora all'Italia resta solo parteciparvi come ospite d'onore e far riesplodere anche in Italia, i contenuti culturali dell'evento.

Mauro poi, mi ha anche fatto vedere alcune foto della sua prima imbarcazione, con la quale ha cominciato a navigare: un gozzo da pesca di 5 metri, con il quale dopo averci autocostruito una piccola tuga per ricavare due cuccette, adattatoci un albero con tanto di bompresso, si è lanciato con Maria Teresa, nel mondo del diporto, scorazzando tra l'arcipelago toscano la Corsica e la Sardegna!!!

La mattina seguente, un taxi si ferma sottobordo di Salina: Welcome on board Luca!

Mosso dal suo solito entusiasmo Luca, informatico per professione, si mette subito a lavorare sulla stazione tecnologica che Michele ci aveva installato a Procida, e che rappresentando per me “aramaico antico” era da qualche giorno non funzionante.

Prima di ora di cena Mauro viene a prenderci, ci accompagna a fare un po di cambusa, e raggiungiamo in una ottima trattoria Maria Teresa e Gianfranco, professore universitario di fisica nucleare, simpaticissimo ed inseparabile amico di mare di Mauro.

Ringrazio nuovamente Cecina ed i nostri ritrovati amici e mi piace riportare ciò che dice Mauro quando gli amici di banchina gli suggeriscono di cambiarsi la barca: “ma perchè...a parte che fa ancora benissimo il suo dovere, e poi....come faccio...come gli e lo dico....(ad Orsa)...e poi:...”sono il mare e la barca che mi tengono così in forma!!”

                                                                                           Felice di avervi conosciuto e a presto! Alessandro   

I nostri amici marinai di Cecina

 

 

 

02 giugno S.Marinella - Danze tradizionali greche.

 

2 Giugno - Gemellaggio S.Marinella - Itaca

02.06.2012 – dal tevere a s.madarinella.

 

Luca, di Taranto ma che vive a Bologna da 16 anni, ha programmato le sue ferie e il 5 giugno potrà unirsi fisicamente al viaggio di Salina, visto che moralmente lo ha sposato da subito dando anche importanti contributi in fase organizzativa. Ma non posso restare fermo tutti questi giorni per aspettarlo, bisogna fare miglia, e quindi, consueta partenza all'alba dai Cantieri Tecnomar nel Tevere, e rotta sul Giglio per le 80 miglia giornaliere. Finalmente aria portante, era da tanto che mancava questo dono, tutto a beneficio del motore, delle orecchie, del comfort a bordo e quasi soprattutto delle casse di bordo. Dopo circa un'oretta di navigazione l'aria rinfresca e sembra perfetta per spegnere addirittura il motore, quindi su tutto quello che c'è da issare e finalmente “Stop Engine”. La felice condizione dura pochissimo, dopo dieci minuti, l'allarme di batteria scarica si fa sentire, pur essendo stato sotto carica tutta la notte, le batterie dei servizi non tengono il pilota automatico... arriva l'ennesima conferma che le batterie cambiate già l'anno scorso sono da ricambiare. Decido quindi di puntare non più al Giglio, ma al primo porto utile dove avrei potuto trovare una batteria nuova, quindi S.Marinella; non mi è dispiaciuto più di tanto, a S. Marinella ci eravamo fermati anche l'anno scorso, la cittadina è decisamente bella e il Marina Porto Romano, ci ha accolto con tanta cordialità.

Arrivato in porto, Salina, con mia meraviglia e piacere, è stata subito riconosciuta e salutata, dall'ormeggiatore sul gommone e da un diportista in banchina, che vedendomi solo a bordo, si è proposto per aiutarmi all'ormeggio, a terra ci siamo riconosciuti, era Maurizio, l'anno scorso eravamo vicini d'ormeggio. Sono le 15.00 circa e Parto subito per presentarmi agli uffici del marina e cercare una batteria nuova.

Negli uffici del marina, una struttura semplice ma ben curata e molto accogliente, dopo una breve presentazione, anche li si ricordano del nostro passaggio dello scorso anno, ci rinnovano immediatamente l'ospitalità, mi indicano l'officina dove avrei potuto comprare la batteria e mi esortano a prendere il loro carrellino per trasportarla, che dire...grazie mille!!!

Rientrando verso Salina con la nuova batteria, passando davanti la lega navale di S. Marinella, oltre al grande fermento di velisti impegnati a sciacquare e rimessare la propria deriva dopo la giornata in mare, noto il piazzale della lega in allestimento, tipico di festa di circolo o premiazione di qualche regata; mi avvicino ad un gruppo di organizzatori e chiedo di che si trattasse. Mi dicono che in serata ci sarebbe stata “la prima festa dell'amicizia, per avviare il processo di gemellaggio istituzionale tra S.Marinnella e Itaca!!!!!”.

Notando la mia espressione di stupore e meraviglia, una adulta Signora, che era presente mi dice:

  • ...perchè le interessa?!

  • Si, sono di Taranto, ed essendo una colonia spartana del 716 a.c., ci sentiamo molto vicini alla Grecia, siamo qui con una barca a vela tradizionale in legno, e nel 2010 siamo andati a Sparta per ripercorrere la rotta dei nostri fondatori....”

  • ...bene, allora si unisca a noi questa sera!!

  • ...certo, molto volentieri!

 

Nel frattempo, un signore si rivolge alla Signora con cui parlavo chiamandola “Principessa”...dopo qualche battuta ancora, capisco che la Signora è la madrina della cerimonia ed è la Principessa Elettra Marconi, figlia di Gulielmo Marconi!!!

 

Incredibile quello che può succedere affidandosi alle coincidenze. Una batteria da sostituire, mi ha fatto fare un tuffo nella storia dei grandi popoli che ancora si riconoscono e si riuniscono e dei grandi uomini che dal proprio ingegno e dalla propria passione sono stati destinati a restare grandi ed indimenticabili, i cui successi hanno contribuito al progresso ed al miglioramento e cambiato la storia. Uomini in cui la grandezza delle proprie azioni si fonde totalmente con la propria esistenza...che meraviglia.!!

La serata, è stata densa di emozioni e significato, i relatori, hanno inizialmente parlato dei legami storici che legano S. Marinella ai popoli greci, delle tradizioni ancora vive oggi sul territorio, del viaggio di Ulisse e della letteratura da lui ispirata, si è degustato dell'ottimo vino, le cui origini risalgono agli antichi scambi commerciali tramite le navi greche, da attori sono state declamate poesie in greco e italiano; poi il saluto dell'Ambasciatore greco in Italia, del Console,  della Principessa Elettra Marconi, del Presidente della Lega Navale di Santa Marinella Corrado Gavasso, promotore del gemellaggio insieme alla sua Signora ed al Comune, ed infine il Gruppo di danze Greche Harilaos TSIGONIAS, arrivato da Itaca che si sono esibiti allietando e coinvolgendo i presenti per oltre due ore con il proprio spettacolo di danze tradizionali.

E' stata una vera festa, diversi i significati e tanta l'energia trasmessa. Nel mese di luglio dei catamarani partiranno da Santa Marinella per raggiungere Itaca per partecipare con le istituzioni italiane e greche alla “2^ festa dell'amicizia”.

Durante la serata, spesso mi è tornato in mente il viaggio fatto con Salina nel 2010, e promosso dall'associazione Taranto Spartana, mi sono venute in mente tutte le motivazioni del viaggio, tanti dei discorsi fatti con il dott. Giovanni Orlando, presidente dell'associazione, i suoi sogni di ricongiungere nuovamente la nostra storia con quella greca, in particolare quella di Sparta, percorso necessario per riappropriarci con nuova dignità della nostra storia, che risale a ben 2716 anni prima di Cristo, e che, se pur presente in ogni angolo, e sotto ogni centimetro di Taranto, spesso non riusciamo più a riconoscere. Giovani Orlando, tra le tante cose, sogna il gemellaggio con Sparta, come nuovo percorso di recupero, ma per ottenere questi risultati istituzionali, occorrono istituzioni attente ed operose, in tal senso, istituzioni che auguro al Dott. Orlando, ed alla sua associazione Taranto Spartana, un giorno di incontrare. Oppure, “decidiamo che queste iniziative culturali che proviamo a portare avanti con enormi sacrifici, non servono a nulla e andiamo in spiaggia a prendere il sole!!!”

Della serata resterà un ricordo piacevole anche degli amici che mi hanno ospitato al proprio tavolo, dei simpatici diportisti, tra cui il precedente presidente della lega navale di Santa Marinella, dai cui racconti si intravedeva chiaramente la sua esperienza di marinaio fatta con la sua prima ed unica barca, una mitica “Alpa 9.50”, con la quale ancora macina miglia; Maurizio, con una storia particolare legata alla vela, e che spero tornerà a raccontarci di persona su questo blog; una coppia, di neo laureati Marco e Rosa, alle prese con il difficile mondo del lavoro, o del “non lavoro che dirsi voglia, simpaticissimi ed estremamente positivi. Ho avuto anche il piacere di chiacchierare alcuni minuti con il Presidente della lega Corrado Gavasso, un energico appassionato, stimato ed apprezzato dai propri soci, con mille idee ed iniziative al suo attivo e con una convinzione, dichiarata con forza: “sono soddisfatto di quello che sono riuscito a fare nel mio mandato e sono orgoglioso della stima che nutrite in me, ma finito il mio mandato non mi ricandiderò più, ora è importante che si faccia largo ai giovani, perchè vi abbiamo reso la fascia debole, e questo è pericolosissimo per il futuro!!!”.

Per tutto questo....volgio coralmetne ringraziare S.Marinella. Alessandro.

 

Questa sera alle ore 22.00 Salina e la Fondazione dal Mare saranno in diretta su Radio Dee Jay durante la trasmissione "A Tu per Gu"

 

 

Rimorchiatore a vapore del 1895 Pietro Micca.

  

Nel Tevere, presso i cantieri Tecnomar.

Alle sette del mattino accompagniamo super Vincenzo al traghetto, in realtà non pensava neanche di partire con noi, era arrivato a Procida per salutare Salina e i suoi compagni di ventura ed è stato “sequestrato a bordo”...ma il lavoro lo ha riportato a terra.

Percorsa la razione quotidiana di miglia, decidiamo di entrare nel Tevere. Il fiume della capitale ospita tante barche e tanti cantieri, tra i più prestigiosi d'Italia. Tra i tanti ce n'è uno dove la passione per il mare e le barche sono particolarmente di casa: Tecnomar. La Tecnomar è uno dei più rinomati cantieri italiani per il recupero e restauro di imbarcazioni d'epoca, ed è proprio a loro che decidiamo di chiedere ospitalità per la notte. Ovviamente la direzione, ascoltata la storia di Salina non ha esitato a darci disponibilità, e cogliamo qui l'occasione per ringraziarli della loro estrema gentilezza nei nostri confronti. Ci hanno anche detto che saranno presenti anche loro a Brest, dimostrando un certo interesse per il nostro viaggio via mare.

Facendo un giro per il cantiere ho potuto notare come lo stesso, sia ricco di fantastiche presenze.

Nel cantiere infatti fa base il mitico Pietro Micca, affascinante, maestoso ed in perfetta forma. Il Pietro Micca, è la più antica nave commerciale e l'unica a vapore presente in Italia, come leggo nella sua scheda storica: varato nel 1895, è un rimorchiatore d'alto mare con lamiere in ferro chiodate, fu costruito dalla Rennoldson & Soons e varato a Southshields (Gran Bretagna) con il nome di Dilwara cambiato poi in Pietro Micca, quando, nel 1905, venne portato in Italia dall'impresa Fagliotti Merlino ed iscritto al compartimento di Napoli come rimorchiatore goletta. Per tre generazioni, i capitani, i marinai, i fuochisti e i direttori di macchina di questa nave, sono venuti dalla famiglia spinelli di Monti di Procida, e questa nave a vapore ha lavorato nel golfo di Napoli contribuendo alla costruzione di opere portuali tra Sorrento e Capri, Ischia, Procida Massalubrense, Torre del Greco e Napoli. A pensare quanta storia è passata sotto questa carena e che merito hanno coloro che la tengono in vita!!!

Continuando la mia visita nel cantiere, entrando nel capannone, scorgo una meravigliosa siluette in legno, in fase di ripristino radicale, è “Marga”. Una regina delle regate del 1910, addirittura vincitrice delle Olimpiadi di Stoccolma. Faccio una piacevole chiacchierata con il maestro d'ascia del cantiere che si sta occupando di “Marga”. La cosa insolita e che Luca, cosi si chiama il maestro, ha 32 anni, finalmente incontro un maestro d'ascia che non sia prossimo alla pensione o già pensionato. Luca mi racconta che in realtà, lui è il più giovane maestro d'ascia che conosce, almeno li in zona,  e sottolinea che anche da queste parti il maestro d'ascia è una figura professionale in via di estinzione. Della chiacchierata queste le affermazioni di Luca che secondo me, più fanno riflettere: ...è un vero peccato perdere queste tradizioni;.....pare che i giovani non abbiano molta voglia di imparare uno mestiere come questo e comunque è difficile trovare qualcuno che te lo insegni, vale sempre la regola che "il mestiere lo devi rubare piano piano;....il lavoro ci sarebbe....;...il mio lavoro mi piace perche è creativo e mi fa sentire libero!!

Buon lavoro e complimenti alla Tecnomar ed a Luca!

Questa sosta presso la Tecnomar, ci ha un po' anticipato le atmosfere che potremmo incontrare a Brest rinnovandoci l'entusiasmo in quello che stiamo facendo.

Mi sono venuti in mente i discorsi del mio caro Mest Cataldo, che mi raccontava di quando, in arsenale, nei cantieri Tosi ed in altri siti del Mar Piccolo, le maestranze e la cantieristica era rigogliosa e dava lustro alla Città dei Due Mari. ...come ha detto Luca:...è un peccato perdere le tradizioni...eppure il lavoro ci sarebbe,...ed io aggiungo, se solo si riscoprissero le vere passioni!

In più, a pensarci bene anche nel Mar Piccolo ci dovrebbe essere una nave a vapore, e neanche tanto anonima, che aspetta gli sia donata una nuova e lunga vita..,  mi pare si chiami VITTORIO VENETO!!!!!!!

Il Viaggio è appena cominciato  

"Marga"

 

Luca

Luca è uno dei maestri d'ascia del cantiere Tecnomar, che si sta occupando del restauro di "Marga".

"Marga"

 

Arrivo a Ventotene e Isola di S.Stefano.

 

Con questo video, finalmente, comincia il viaggio culturale e di riflessione di Salina, che poi, è l'unico e fondamentale motivo per il quale è partita da Taranto circa due mesi fa. E già, perchè, durante questa navigazione, non vogliamo parlare, perchè in qualche modo in tanti, e tante volte si è parlato di temi quali mare, storia, cultura, turismo, “vivere più sano”; si vorrà, come si è detto più volte, documentare realtà concrete e celebrarne gli sforzi e spesso i successi, e di conseguenza portarci a riflettere sulle opportunità non ancora colte, da una comunità come quella tarantina.  E cosi, dal particolare al generale, il messaggio:”valorizziamo e utilizziamo al meglio ciò che di sano abbiamo!”, diventa facilmente un messaggio allargato.

Quindi, dopo aver visto centinaia di volte realtà simili, da tempo mi chiedo:”perchè l'Isola di S.Paolo ed il suo meraviglioso forte napoleonico, così come l'Isola di S.Stefano ed il suo meraviglioso carcere, non vengono a Taranto valorizzati e riconvertiti, dal momento che sono stati da parecchi anni smilitarizzati e ceduti alla Città?

Ovviamente la domanda è retorica e non vuole in nessun caso una risposta, quello che bisogna recuperare è la consapevolezza comune, e dalla consapevolezza...l'azione.

Riconvertire l'Isola di San. Paolo, sicuramente significherebbe, tutelare e tenere in vita un patrimonio storico, creare immediatamente qualche decina di posti di lavoro, donare alla città "valore aggiunto".

Chiaro stiamo scoprendo l'acqua calda, ...il guaio è che l'acqua pare si sia raffreddata...quindi riaccendiamo la caldaia!!! 

 

Il viaggio è appena cominciato....portiamo Salina a Brest!! 

Ringraziamo Enrico del Porto Romano di Ventotene

 

Venerdi 1 giugno – Siamo nel Tevere.

Nella foto: Antonio, responsabile della Bluedreamcharter di Procida, chi lo ha conosciuto per mare lo conosce come Don Chisciotte!

 Ci svegliamo alle 06.00 nel Tevere, nell'aria, foschia e dispiacere, Gianni per motivi di lavoro deve rientrare a Napoli, e così dopo poche sentite parole per salutarci ed un sincero abbraccio di arrivederci a presto, monta la sua super biciclettina pieghevola con la quale raggiungerà la metropolitana ad Ostia.

E' questa la prima occasione utile dalla partenza, per fare un aggiornamento del blog, ed in un certo senso dare lo start ufficiale a questa seconda fase della risalita di Salina verso Brest. C'è ancora più di qualcosa da mettere a posto su Salina e nelle dinamiche stesse del viaggio, ma prima di continuare sia il viaggio, sia la documentazione dello stesso, sentiamo di dover ringraziare ancora una volta chi ha contribuito a mollare gli ormeggi e tentare di portare a termine il progetto.

Rispettosi del particolare momento di crisi economica, delle elezioni politiche, ed ora anche delle terribili notizie dei terremoti che ci giungono via radio a bordo, abbiamo sospeso la rituale ricerca degli sponsor per sostenere il progetto, e tagliando tutte le voci possibili del budget, (divise, broscure esplicative...etc), ci siamo affidati ai piccoli-grandi segnali che il vento spontaneo dell'ottimismo ha portato a posarsi a bordo di Salina.

E così che la consueta autotassazione dei soci della fondazione, e l'arrivo di nuovi amici come Corrado (AMPLIFON di Taranto) e lo studio DIGIDA (Studio commerciale), ci hanno permesso di effettuare i primi lavori di manutenzione e di raggiungere Napoli, dove Salina ha seguito da mare e da terra la preselezione della Coppa America.

 

Dopo la Coppa, siamo stati fermi sull'isola di Procida,nel suo marina, per quasi due mesi, ospitati sul pontile e tra le barche della Blue Dream Charter. E' difficile trovare parole per ringraziare il suo responsabile Antonio, e tutti i suoi amici di banchina, che per ben due mesi ci hanno ospitato coccolato ed incoraggiato. Antonio ed il sui splendidi amici, Umberto, Eugenio, Cristian, si sono preoccupati di eseguire il tagliando al motore e di sostituire l'ormai stanca pompa dell'acqua di raffreddamento del motore, Angelo Giordano ha equipaggiato Salina di un preziosissimo pannello solare, Michele Giordano, ci ha fornito e programmato una super consolle tecnologica per le connessioni ad internet (a proposito sti fratelli Giordano so proprio forti), sono arrivati persino una bandiera dell'Italia nuova di zecca (la vecchia era caduta in mare durante il trasferimetno per Napoli) ed un pieno di carburante da "appassionati al progetto!" 

 

Insomma ringraziamenti, doverosi, a parte, con un po' di salti mortali siamo riusciti a riprendere il largo, il viaggio è ancora molto lungo, ma bisogna provarci, nelle giornate di sconforto non sono mancati i pensieri di abbandonare il progetto, spesso è stato difficile rispondere a tono alle più razionali affermazioni di qualcuno: “ma chi te la fa fare!?; ma intorno al progetto, ed alle idee di Salina, si sono avvicinati ed appassionati ormai in tanti e continuiamo a sentire il dovere di provarci sino in fondo...viviamo momenti economici e sociali difficili, bisogna fare un reset e ricominciare a guardare avanti con nuovo entusiasmo, e STARE FERMI O RINUNCIARE...non è corretto!...viviamo in un momento storico che mette in discussione i vecchi modelli economici e sociali del passato, e chi ha nuove idee e convinzioni, giuste o sbagliate che siano, ha ormai il “dovere morale” (come piace dire ad un mio caro amico) di battersi con tutto l'impegno possibile per promuoverle e semmai discuterle!!!

Presto entreremo nel merito delle nostre idee e proveremo a spiegare perchè....”L'alternativa viene dal Mare”

                                                                                                                                                    Alessandro

 

 

durante la navigazione salina ha incrociato una barca dedicata all'avvistamento dei delfini.

salina incrocia una barca dedicata all'avvistamento dei delfini, Questa imbarcazione fa base a Ischia, presto parleremo anche dei delfini di Taras, di quanto siano presenti e bisognosi e di quanto siano uguali agli altri "colleghi delfini".

 

Dopo una sosta tecnica, che ha comportato anche dei lavori al motore, Salina ripate alla volta di brest, scortata dai "Fratelli" della Blue Dream Charter

 

 

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